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Pubblicazione non periodica eurasiatista. Responsabile di redazione Paolo Bogni. Diffusione interna gratuita.
Il nome del periodico è OPPOSTA DIREZIONE. Opposta direzione a cosa? Il lettore dovrà immediatamente porsi questo interrogativo e cercare negli articoli proposti una traccia per una conclusione inequivoca. Opposta direzione al senso di marcia mondialista, ai suoi disvalori, ai suoi modelli standard, alle sue paranoie, ai suoi modelli e alle sue finalità. L'opposta direzione non comporta, da parte del periodico, un insegnamento dogmatico o dottrinario. OPPOSTA DIREZIONE deve provocare sconcerto e aiutare il lettore alla riflessione su di sé e sulla modernità che lo circonda, per scorgerne gli aspetti nichilisti e distruttivi. L'Eurasia non sarà presentata come immediata risoluzione ai problemi posti dall'occidente americanocentrico, ma come progetto politico in divenire. Progetto capace di attrarre coloro i quali vorranno compiere un percorso di liberazione dal dominio culturale, economico, politico e militare imposto dagli USA. La linea editoriale, come anticipato, non prevede un taglio dogmatico o dottrinario. Il lettore non deve essere riempito di nozioni e addomesticato con certezze. Nostre intenzioni, invece, sono:
Un problema che dovremo affrontare sarà quello del significato e del senso del registro che Opposta Direzione offrirà. Se il linguaggio è la casa dell'essere, allora i simboli da noi usati dovranno evocare, necessariamente, un ritorno alla Comunità, un ritorno alla Storia intesa come processo incessante, un desiderio alla progettualità che veda l'Europa artefice del suo destino. Destino che rimetta la Politica al centro della decisione, e ridimensioni l'onnipotenza della Tecnica in funzione dell'Economia. Il lettore dovrà essere implicitamente aiutato a divincolarsi dalle false, obsolete o fuorvianti dicotomie quali destra/sinistra, fascismo/antifascismo, comunismo/anticomunismo, Agnoletto/Cecchi Paone, ecc.. E' il compito più difficile che ci siamo dati. Come toccare i cuori e i cervelli dei nostri lettori e creare in loro sconcerto e risentimento nei confronti dell'esistente? L'unica via è prospettare loro un immaginario di idee e valori, progetti e percorsi, pulsioni e sentimenti che coincidano con gli spazi vuoti interiori resi nulli dalla modernità occidentale. Ridestare un senso di appartenenza e di radicamento repressi dai messaggi devastanti del villaggio globale americanomorfo. Paolo Bogni Senza
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